
Metti la crema solare, eviti le ore centrali, e ti scotti lo stesso. Può succedere quando un farmaco che stai già prendendo rende la pelle più sensibile alla luce. In quel caso la protezione riduce il rischio, però il fattore che accende la reazione resta il medicinale. AIFA segnala tra i più comuni gli antibiotici come tetracicline e chinolonici, i sulfamidici, i contraccettivi orali, gli antinfiammatori e la prometazina (AIFA, decalogo "Farmaci e estate"). Qui trovi come riconoscere il rischio e cosa fare prima di esporti.
Se stai prendendo un farmaco e hai in programma mare, montagna o anche solo una giornata all'aperto, questi sono i passaggi utili:
Sì, se stai assumendo un farmaco fotosensibilizzante. La crema solare abbassa il rischio ma può non essere sufficiente, perché è la pelle stessa a diventare reattiva alla luce per effetto del medicinale. A fare il danno è la combinazione tra farmaco ed esposizione, e nessuna protezione la annulla del tutto.
C'è anche un caso in cui la crema solare entra direttamente nel problema, e quasi nessuno lo sa. Chi usa ketoprofene sulla pelle deve fare attenzione all'octocrilene, un filtro solare chimico presente in diversi cosmetici e prodotti per l'igiene: l'uso concomitante può scatenare reazioni cutanee, e in quel caso il trattamento va sospeso subito (AIFA). Vale la pena controllare l'INCI del solare che stai per usare.
È anche il motivo per cui questo tema è nostro più che di chiunque altro. Alla crema pensi tu, all'ombrellone pensi tu. A collegare la tua terapia con il prodotto che ti spalmi addosso ci arriva la farmacia, perché è l'unico posto dove sanno entrambe le cose.
È una reazione anomala della pelle che compare quando un medicinale, preso per bocca o applicato sulla cute, incontra la luce del sole. Si manifesta soprattutto sulle zone esposte — naso, orecchie, guance, nuca, avambracci, dorso delle mani — e a volte si estende oltre. L'aspetto è quello di una scottatura più intensa del previsto, e nei casi più seri si arriva a vere ustioni (AIFA).
Le reazioni sono di due tipi, che spesso non si distinguono con nettezza e che uno stesso farmaco può dare entrambi. Una somiglia a una scottatura forte, compare rapidamente e resta confinata alle zone che hanno preso sole. L'altra somiglia di più a un'allergia o a un eczema, può presentarsi a distanza di ore o di uno o due giorni e allargarsi anche a pelle che era coperta. Per te, in pratica, il gesto giusto è identico nei due casi: uscire dal sole e farti vedere.
Nel suo decalogo per l'estate AIFA invita a controllare con attenzione le istruzioni in caso di assunzione di:
L'elenco non finisce qui. Il foglietto illustrativo di parecchi altri medicinali riporta la stessa avvertenza: tra questi alcuni diuretici, l'amiodarone e altri farmaci cardiovascolari, i retinoidi per l'acne, alcuni medicinali per la glicemia, e l'iperico, che è di origine vegetale e proprio per questo viene spesso sottovalutato. La regola pratica resta una sola: la risposta certa per il tuo farmaco è scritta sul suo foglietto.
Merita un punto a parte perché è diffusissimo per dolori muscolari e articolari, e perché la reazione al sole può arrivare fino a ustioni. Proprio per questo rischio i medicinali a base di ketoprofene per uso topico sono dispensati dietro prescrizione medica (AIFA). Attenzione a non confonderli con altri gel antidolorifici dal nome simile ma a base di un principio attivo diverso: quello che conta è il principio attivo scritto sulla confezione, non il marchio. Le raccomandazioni AIFA per chi usa gel o cerotti a base di ketoprofene sono queste:
Se una reazione si è già manifestata, tieni la zona coperta e lava con cura la parte interessata (AIFA). Quanto dura è variabile: dopo la sospensione del ketoprofene la reazione può andare da pochi giorni a qualche settimana, e sono stati riportati casi di persistenza più lunga (AIFA).
Il segnale tipico è una scottatura più forte di quanto ti aspettavi, oppure un'eruzione che prude, comparsa sulle zone che hanno preso sole. A volte arriva subito, altre volte a distanza di ore o giorni. Se la noti, togliti dal sole, non esporre più quella pelle e chiedici come procedere prima di continuare la terapia o cambiare qualcosa.
C'è un punto su cui insistiamo sempre al banco: se il farmaco che dà fotosensibilità fa parte di una cura che segui per una tua condizione — un diuretico, l'amiodarone, un medicinale per la glicemia — non sospenderlo di tua iniziativa. Nella maggior parte dei casi la soluzione sta nel gestire l'esposizione, e la decisione di modificare una terapia spetta al medico.
Il limite, detto chiaro. Questa guida vale come orientamento generale. Se un farmaco ti dia fotosensibilità, e in che misura, dipende dal medicinale preciso, dalla dose che assumi e dalle caratteristiche della tua pelle. La fonte da leggere è il foglietto illustrativo del tuo medicinale, e la valutazione sul tuo caso spetta al farmacista o al medico. Non sospendere né modificare una terapia da solo: parlane prima con chi ti segue.
Se prendo un antibiotico d'estate, posso stare al sole?
Dipende dall'antibiotico: AIFA segnala tetracicline e chinolonici tra quelli da controllare con attenzione, insieme ai sulfamidici. Leggi il foglietto illustrativo e, nei giorni di terapia, riduci l'esposizione, proteggi bene la pelle e sta' attento alle ore centrali. Nel dubbio, chiedici prima di prendere sole.
La crema solare da sola basta a proteggermi?
Aiuta, però se il farmaco rende la pelle reattiva può non bastare. Per le zone dove hai applicato un gel o una crema a rischio, AIFA raccomanda di coprire con un indumento. E se usi ketoprofene sulla pelle, controlla che il solare non contenga octocrilene, perché l'uso concomitante può scatenare reazioni (AIFA).
Quanto dura la fotosensibilità dopo che ho smesso il farmaco?
Sono due cose diverse. La precauzione per il ketoprofene è evitare il sole sulla zona trattata fino a due settimane dopo la sospensione (AIFA). La durata di una reazione già comparsa invece varia: da pochi giorni a qualche settimana, con casi di persistenza più lunga (AIFA). Per gli altri farmaci l'indicazione è sul foglietto illustrativo.
Prendo la pillola: devo fare attenzione al sole?
I contraccettivi orali sono tra i medicinali che AIFA include nell'elenco da controllare per il rischio di fotosensibilizzazione. Non significa che capiti a tutte, ma è utile saperlo: se noti arrossamenti o macchie insolite dopo l'esposizione, parlane con noi o con il medico invece di attribuirli alla sola scottatura.
Ho usato un gel per il mal di schiena e al sole mi sono venute delle macchie: cosa faccio?
Se è a base di ketoprofene, sospendi subito l'applicazione, non esporre più quella zona al sole e tienila coperta, lava accuratamente la parte interessata e falla vedere a noi o al medico (AIFA).
Devo smettere il farmaco che mi dà fotosensibilità?
Non di tua iniziativa, soprattutto se è una terapia importante. Nella maggior parte dei casi basta gestire l'esposizione al sole, e cambiare o sospendere il farmaco resta una decisione del medico. Parlane prima con noi o con lui.
La farmacia è il posto che mette insieme le due cose: quello che prendi e la giornata che hai davanti. Se hai una cura in corso e stai per partire, portaci il nome del farmaco o il foglietto e ti diciamo a cosa fare attenzione. Scrivici in chat sull'app Eufarma oppure passa al banco. Se non hai ancora l'app, la trovi qui: scarica l'app Eufarma 👉.
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Vedi anche: come conservare i farmaci con il caldo, l'altra faccia dell'estate in farmacia.
A cura della redazione Eufarma. Contenuto redatto sulla base delle indicazioni dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Non sostituisce il parere del farmacista o del medico sul tuo caso.
Fonti: Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), decalogo "Farmaci e estate" e Nota Informativa Importante sul rischio di reazioni di fotosensibilizzazione con medicinali a base di ketoprofene per uso topico; foglietto illustrativo del singolo medicinale.